Grandine: probabilmente la miglior band HC italiana

Chi ascoltava Hardcore Punk agli inizi del 2000 se li ricorda bene. Chi si è avvicinato all’Hardcore Italiano negli anni successivi si è reso conto questa band è una tappa obbligatoria. Stiamo parlando dei Grandine, quella che probabilmente è stata la miglior band HC italiana degli ultimi decenni.

Grandine: origini

Trento è stata una di quelle le città italiane con una scena musicale talmente florida da fare invidia. Una delle culle dell’Hardcore del nord-est italiano. I Grandine nascono nel settembre del 2000 in questo contesto alle ceneri del gruppo streetpunk THC (Trento Hardcore) che vedeva Luca “Bilo” al basso, Alessio “Moggio” alla voce e Fizza “Azzif” alla chitarra. Dietro ai tamburi c’era “Fiore”, ma causa di un impegno col gruppo Oi! di Trento Rabbia abbandonò la band lasciandola orfana di batterista. Trovatisi con una formazione incompleta, i TCH decisero di chiamare Roberto “Fudino” alla chitarra e Andrea “Potacino” alla batteria. Da questa nuova lineup nacque una delle band destinate a scrivere una pagina indelebile dell’Hardcore italiano. 

A Trento c’è l’Hardcore

I Grandine, Fottutissima HardCore Band Trentina, si leggeva sul loro MySpace nei primi anni 2000, fu un gruppo dalla carriera fulminea ma intensa. A malapena quattro anni di attività in cui incisero uno split e due album suonati in giro per il Centro-Nord Italia (mai spingendosi più in giù di Terni) e in qualche tappa all’estero. Decisamente troppo poco per una delle band che più di altre ha riscritto il modo di fare HC in Italia. 

Il loro sound è stato un po’ uno spartiacque tra vecchio e nuovo, tra l’old school e sonorità più potenti e moderne. Un suono perfettamente unico e riconoscibile, forse per il sound grezzo, veloce e potente, forse per i riff taglienti e quell’inconfondibile voce graffiata alla perfezione. O magari per quella sezione ritmica di batteria assurda, tecnica, feroce e instancabile. Ma mettiamoci anche il carattere della band che incarnava perfettamente lo spirito hardcore, tra testi pungenti impregnati di tematiche sociali e dischi rilasciati senza nessuna etichetta. Una di quelle band che ci credeva davvero e ti gridava in faccia “No! Non è soltanto musica”. La caratura era già chiara dal lavoro di esordio, lo split con i Leap of Joy de 2000: due brani tra cui TN Hardcore, l’inno di un’intera generazione HC trentina che gridava a squarciagola “A Trento c’è l’Hardcore!”.

Accendi la Miccia dei tuoi Pensieri

I lavori dei Grandine, dallo split di esordio sino all’ultimo album, vennero registrati allo Zem studio di Bolzano ad opera di Carmelo Gioacchino e con mastering a cura di Mauro Andreolli al Das Ende Der Dinge. Nel 2001 uscì il primo full-lenght intitolato Accendi la Miccia dei tuoi Pensieri, destinato a diventare un classico che ha fatto scuola nella scena nazionale. Un album veloce e aggressivo di poco più di 13 minuti di napalm con un’impronta peculiare e del tutto nuova in Italia, fonte d’ispirazione per numerose band venute negli anni successivi, ma che nessuno è riuscito mai ad imitare. Un intervallo di nove tracce compreso tra un intro e un outro, fatto di stacchi, stop and go e parti di batteria che schiaffeggiano l’ascoltatore dal primo all’ultimo minuto. La voce che rasenta lo scream urla sul microfono l’ipocrisia della gente, l’autodistruzione del mondo ad opera della società dei consumi e l’anticlericalismo. 

Sole Nero HC

Accendi la Miccia dei tuoi Pensieri, oggi introvabile in supporto fisico, anticipa l’album successivo, il probabilmente più celebre Sole Nero HC del 2003. La traccia d’apertura, Pericolo Legale, riprende la parte finale di Curia, l’ultimo pezzo del suo predecessore. Album più breve (neppure dieci minuti), diretto e decisamente più aspro e affilato del precedente in ogni suo aspetto. Cinque tracce impeccabili e uniche frutto di un sapiente blend tra ciò che è stato e ciò doveva venire: la sopracitata Pericolo Legale, Infame di Merda, Vento di Morte, Colore e la celebre title-track Sole Nero HC. Un album travagliato che non vide mai la stampa per una serie di vicende e tira e molla durati un paio d’anni tra la band ed alcune etichette discografiche che decisero alla fine di non produrre l’album. Questa gemma, che doveva essere stampata in versione 7 pollici e in CD, fu tuttavia distribuita online ed ebbe una diffusione talmente capillare che divenne un vero e proprio cult del genere.

Il live al Centro Giovanile Bunker di Bolzano

Oltre alla discografia ufficiale c’è un live in qualità ottima registrato al Centro Giovanile Bunker di Bolzano nel 2004 che potete ascoltare a questo link. Un setlist di 13 brani che ripercorre il repertorio del gruppo aggiungendovi Clima-morfosi dei Sottopressione e Condannati a Morte degli Infezione. Ciò che stupisce di più è la perfezione e la fotta con la quale i brani vengono suonati in live che fa intuire quanto i Grandine fossero delle macchine da guerra sul palco.

grandine in live
I Grandine in live

Che fine hanno fatto i Grandine?

Nonostante la maturità artistica che stava raggiungendo il suo picco, Sole Nero HC fu l’ultimo capitolo del quintetto di Trento, che si sciolse nel 2003 in parte a causa del disco non uscito e in parte per questioni interne alla band. Ci fu soltanto una piccola reunion che tuttavia non servì a tenere unita la band. A dire il vero del loro scioglimento (e della band in generale) si sa poco e le poche informazioni reperibili fanno intuire che i componenti hanno intrapreso strade diverse. Parte dei loro hanno continuato a suonare: Bilo divenne chitarra e fondatore degli storici Attrito (di cui parleremo in seguito), Fudino proseguì la sua carriera artistica nei Lunauta e Moggio ha continuato a cantare in altre band. Fizzo è diventato un fotoreporter di successo e di Pota, il batterista di cui un po’ tutti sentono la mancanza, non si sa granchè. L’unica informazione che abbiamo trovato è un commento del 2021 di un amico sotto un video YouTube in cui si legge “Riposa in pace Pota…il batterista più hc del mondo…a Trento c’è l’hardcore.”.

Cosa rimane?

Cosa rimane di una band durata troppo poco, ma abbastanza per lasciare il segno. Difficile rispondere. Noi che tra i nostri CD avevamo quelli dei Grandine siamo rimasti sempre col grande interrogativo “oh ma i Grandine?“. Per anni ci siamo domandati se mai gli avremmo potuti vedere in live un giorno, sperando in quella reunion che non è mai arrivata. Ci siamo domandati cosa avrebbero potuto ancora dare, fantasticando su un loro nuovo album mentre le vecchie tracce ritornano ogni tanto nei nostri auricolari. Siamo rimasti così, a gridare “A Trento c’è l’Harcore” anche se a Trento non ci siamo mai stati.

Rimangono solo i suoni, quel senso di amaro in bocca e tanta nostalgia Hardcore. E forse è questo il bello.

grandine sole nero hc
Copertina di Sole Nero HC

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